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View Full Version : News 03.10.2007


gepeto
03-10-2007, 12:30
Radio digitale, IBOC AM: Citadel spegne il digitale notturno

Radio-Info afferma che la decisione, presa dal responsabile dell'engineering centrale, è legata alle proteste ricevute per i disturbi provocati sulle stazioni analogiche adiacenti dalla propagazione a lunga distanza del fruscio digitale.Se l'anticipazione di Radio-Info sarà confermata, la notizia ha del clamoroso. A meno di tre settimane dall'entrata in vigore del regolamento che autoirzza le stazioni in onde medie USA a trasmettere in modalità HD radio anche di notte, il network Citadel Communications (66 stazioni AM, alcune delle quali digitali) ha ordinato la chiusura del segnale IBOC notturno. Radio-Info afferma che la decisione, presa dal responsabile dell'engineering centrale, è legata alle proteste ricevute per i disturbi provocati sulle stazioni analogiche adiacenti dalla propagazione a lunga distanza del fruscio digitale. La rivista specializzata online ipotizza che Citadel avrebbe chiesto a Ibiquity un supplemento di ricerche per capire come ridurre queste interferenze, ma è chiaro che questa, per IBOC in onde medie, è una seria battuta d'arresto. Per come è fatto il segnale ibrido di questo sistema, ridurre le interferenze significa occupare meno banda, cioè togliere qualità alla compressione digitale.
Il vero problema è all'origine: sperare di trasmettere audio digitale di qualità su frequenze soggette a meccanismi propagativi non LOS (line of sight) è una cattiva idea in generale (sul piano delle distanze il DRM è molto deludente se confrontato con la resa di un segnale analogico). E in particolare funziona molto male quando le trasmissioni digitali o ibride devono condividere il poco spazi disponibile con trasmissioni analogiche pure. Più si va avanti con le sperimentazioni e i run commerciali, la bilancia della radio digitale sotto i 20 MHz ha il piatto degli svantaggi sempre più pesante.

gepeto
03-10-2007, 12:31
All Music vs Mtv: realtà a confronto

Piccoli problemi in partenza per DeeJay Chiama Italia; Mtv lancia nuovi canali su Sky. Ma nel confronto, la prima, con meno mezzi, dà del gran filo da torcere alla seconda.
E ricominciata la diretta di Deejay Chiama Italia, programma condotto da Linus e Nicola. L’appuntamento mattutino, di rito non solo più per gli ascoltatori di Radio Deejay, ma anche per i telespettatori di All Music, ha avuto qualche piccolo problema tecnico sul nascere. I due noti speaker radiofonici infatti sono stati colti di sorpresa dal più comico degli imbarazzi a causa di un blocco del programma, un guasto che ha danneggiato, se pur momentaneamente, microfoni e cuffie, costringendo i due dj ad improvvisare sketch che in qualche modo potessero salvare la diretta. La trasmissione italiana ha così subito un piccolo colpo, proprio durante la prima messa in onda nel nuovo, ridisegnato e più ampio studio, nonostante le ore di test impiegate dai conduttori per verificare la funzionalità e l’efficienza dello studio. Comunque, al di là del banale inconveniente, il canale televisivo del gruppo Espresso conferma il suo successo, mostrando una crescita del fatturato dell'11,3% e un aumento della raccolta pubblicitaria stimato intorno al 7,4% (il che nel settore non è certo male). A tutto questo fermento si aggiunge il ventaglio di programmi offerti dalla rete di conduttori, tra cui almeno tre "raccomandati": Chiara Tortorella, figlia del fantomatico mago Zurlì; Francesco Facchinetti, in arte dj Francesco, figlio dell’altrettanto noto tastierista dei Pooh; Flavia Cercato, nipote della presentatrice Rai Aba Cercato. E tra i programmi in onda su All Music, oltre al già citato Deejay Chiama Italia, troviamo: Sofà So Good, titolo in forma di parodia della nota espressione anglosassone (“so far, so good”, “così vasto, così bello”, ndr) o reminiscenza dell’omonimo brano di Bryan Adams; Stelle e Padelle, remake del vecchio Kitchen di Mtv, condotto circa dieci anni fa dal più volte discusso Andrea Pezzi; Pelle, l’originale raccolta di racconti erotici; Kantabox, trasmissione caratterizzata da gare musicali tra diversi concorrenti; The Club, specchio di una discutibile community telefonica composta da improbabili ragazzi alla ricerca di incontri facili; Tutti Nudi, programma dal titolo così esauriente che non necessita ulteriori approfondimenti.
E che succede invece sull’altra faccia della medaglia? La ricca (ma mal diffusa via etere, per via di una discutibile strategia nella pianificazione della rete di distribuzione, al contrario di All Music che con meno canali fa miracoli...) concorrente Mtv, che già vanta i tre canali di successo Mtv Italia (in chiaro), Mtv Brand New e Mtv Hits (questi ultimi su Sky), lancia tre nuove emittenti sulla piattaforma di Rupert Murdoch: Mtv Gold (canale 705), che proporrà i grandi successi degli anni ’70, ’80 e ’90, oltre che la messa in onda di alcuni reperti dall’archivio della vecchia Videomusic; Mtv Pulse (canale 707), che offrirà musica più adatta al pubblico di teenager che mastica meglio il pop contemporaneo; VH1 (canale 708), dove la storica emittente statunitense, nata nel 1982, rivivrà con una programmazione per un target decisamente più adulto.
E tra le recentissime novità anche National Geographic promuove la sua: il cui gruppo sembra voler far debuttare a breve Nat Geo Music, probabilmente un interessante esperimento di “world music”, espressione che ha celebrato l’intesa tra musica etnica e pop dagli anni ’60 in poi.

gepeto
03-10-2007, 12:33
Le partite di Rai International del 6 e 7 ottobre

Calcio Serie B
BOLOGNA - LECCE
Rai International 1,2,3
Sabato 6 ottobre 2007 ore 16.00 (ora it.)
Il Lecce cerca punti per agganciare la vetta ma a Bologna non sarà facile.

Calcio Serie A
ATALANTA - UDINESE
Rai International 1,2,3 Africa
Sabato 6 ottobre 2007 ore 18.00 (ora it.)
Sconfitta a Marassi, l'Atalanta cercherà di rifarsi contro la brillante Udinese.

Calcio Serie A
INTER - NAPOLI
Rai International 1,2,3 Africa
Sabato 6 ottobre 2007 ore 20.30 (ora it.)
Un incontro non facile per la capolista. Il Napoli potrebbe sorprendere.

Calcio Serie A
FIORENTINA - JUVENTUS
Rai International 1,2,3 Africa
Domenica 7 ottobre 2007 ore 15.00 (ora it.)
La partitissima della domenica mette contro la seconda e la terza forza del campionato.

Calcio Serie A
LAZIO - MILAN
Rai International 1,2,3 Africa
Domenica 7 ottobre 2007 ore 20.30 (ora it.)

gepeto
03-10-2007, 12:35
TV, Sony apre l'era OLED

Tra due mesi quasi esatti Sony si prepara ad aprire ufficialmente l'era dei televisori con display OLED (Organic Light Emitting Diode). All'inizio di dicembre, in Giappone, il colosso lancerà infatti il suo primo televisore OLED da 11 pollici, lo XEL-1, inaugurando così una linea di prodotti che si affiancherà ai suoi famosi televisori LCD BRAVIA.
Se è vero che in passato sono già stati presentati diversi prototipi di televisori OLED, XEL-1 è attualmente il solo modello di cui è stata annunciata l'imminente commercializzazione. Il suo display, sottile circa 3 millimetri, ha una diagonale di 11 pollici ed è in grado di raggiungere la risoluzione di 940 x 540 punti ed un rapporto di contrasto di un milione a uno. In un paio di chilogrammi il televisore include anche una porta Ethernet, una USB ed una HDMI, oltre ad un tuner digitale per la TV giapponese. L'interfaccia di rete server per connettere l'apparecchio ad un dispositivo conforme alla specifica Digital Living Network Alliance (DLNA), così da condividere i contenuti digitali.

XEL-1 sarà venduto al prezzo di 200mila yen, pari a circa 1.220 euro.

Come si è appreso ad aprile, i televisori OLED marchiati Sony saranno prodotti da ST Liquid Crystal Display, una joint venture fra la mamma di PlayStation e Toyota attiva fin dal 1997. Sony, in particolare, ha iniziato la produzione in volumi di display OLED nel 2004, ma fino ad oggi si è limitata ad applicare questa tecnologia nella produzione di piccoli schermi, come quelli utilizzati su telefoni cellulari e player MP3. Ad oggi, infatti, il mercato OLED è in gran parte costituito dai dispositivi mobili.
Il prossimo anno Sony ha già pianificato il lancio di un modello da 27 pollici con caratteristiche tecniche simili al fratello minore ma con supporto al Full HD (1080p).
Non sarà facile per i televisori OLED rimpiazzare i televisori LCD, ma siamo intenzionati a fare di OLED un nuovo grande business, ha affermato Katsumi Ihara, executive deputy president di Sony.
Va ricordato che attualmente Sony è il primo fornitore al mondo di televisori LCD, una posizione strappata proprio di recente a Samsung. Quest'ultima è per altro attivissima anche nel settore OLED, dove nel 2005 mostrò un prototipo di televisore da 40 pollici.
Gli esperti affermano che la tecnologia OLED offre numerosi vantaggi rispetto a plasma e cristalli liquidi: il primo è dato dalla capacità dei materiali polimerici con cui sono costruiti i display OLED di emettere luce propria, una caratteristica che consente la produzione di schermi privi di componenti per la retroilluminazione e, di conseguenza, più sottili (eventualmente piegabili), meno esosi a livello di energia elettrica e capaci di produrre immagini più contrastate e brillanti. A ciò va aggiunto il fatto che i display OLED hanno un impatto ambientale molto ridotto e possono essere stampati su una grande varietà di materiali, anche flessibili, utilizzando tecnologie a basso costo come la stampa a getto d'inchiostro. Infine, gli schermi OLED offrono generalmente un angolo di visione più elevato e una minore latenza nel disegno delle immagini rispetto agli LCD, caratteristica che li rende particolarmente adatti al gioco e alla riproduzione video.
Per contro, i display OLED hanno generalmente una longevità inferiore rispetto a quella delle tecnologie concorrenti, dovuta al deterioramento dei materiali organici di cui sono costituiti. I produttori devono inoltre fare i conti con gli ancor elevati costi di produzione, che divengono persino proibitivi quando si parla di diagonali oltre i 40 pollici.

gepeto
03-10-2007, 12:36
Case discografiche vs P2P

Dopo il caso Peppermint, che ha riconosciuto la prevalenza del diritto alla riservatezza quale valore fondamentale della persona, rispetto a richieste di soggetti privati, per finalità commerciali connesse al diritto di autore, un nuovo importante elemento si è aggiunto al dibattito in corso sulla legittimità delle richieste che varie società discografiche e di altri settori stanno avanzando alle autorità giudiziarie di diversi Paesi europei per costringere gli Internet provider a comunicare loro i nominativi degli utenti associati agli indirizzi IP che risultano coinvolti in attività di filesharing (condivisione di file, in particolare musicali o video, basata sul sistema detto peer-to-peer), a causa della presunta violazione del copyright associata a tali attività.
I nuovi elementi sono emersi da un caso attualmente all'esame della Corte di giustizia Ue (causa n. C 275/06 in curia.europa.eu) che vede protagonisti la Promusicae - un'associazione spagnola di produttori musicali - opposta al principale gestore telefonico spagnolo: Telefonica.
Anche in questo caso – come è successo in Italia quando la Peppermint pretendeva di ottenere i nomi di oltre 3 mila utenti accusati di scaricare illegalmente dalla rete materiali protetti da copyright – le motivazioni alla base della richiesta non sarebbero ritenute valide.
Le conclusioni dell'avvocato generale Juliane Kokott in merito a questo caso – ha reso noto il Garante Privacy in una nota – chiariscono infatti che “le disposizioni del diritto comunitario in materia di protezione dei dati nelle comunicazioni elettroniche permettono di trasmettere i dati sul traffico delle comunicazioni personali soltanto alle competenti autorità statali, e non direttamente ai titolari di diritti d'autore che intendano far valere in sede civile la violazione dei loro diritti”.
Nessuna direttiva europea in materia di comunicazioni elettroniche – in sostanza - consente di comunicare a soggetti privati dati relativi al traffico delle comunicazioni, “se non in presenza di gravi e circostanziati motivi quali il fatto che la violazione del copyright sia commessa a scopo di lucro, e quindi in modo da pregiudicare gravemente gli interessi economici del titolare del diritto”.
Anche qualora la direttiva 2006/24/CE - che obbliga gli Stati membri, tra l’altro, alla conservazione dei dati relativi al traffico in Internet - fosse applicabile, essa non ammetterebbe una comunicazione diretta dei dati personali sul traffico alla Promusicae, dal momento che la direttiva prevede l’adozione di misure atte a garantire che i dati conservati siano trasmessi solo alle autorità nazionali competenti, in casi specifici e conformemente alle normative nazionali.
La direttiva in questione, semmai, potrebbe portare a un rafforzamento della tutela dei dati personali prevista dal diritto comunitario con riguardo alle controversie scaturite da una violazione del diritto d’autore.
Anche se bisogna ancora attendere il pronunciamento della Corte di giustizia sul caso, le conclusioni dell’avvocato generale si allineano alla posizione assunta dalle diverse Autorità Garanti nazionali, aprendo la strada alla determinazione – presumibilmente definitiva - dei rapporti che intercorrono tra due tipi di diritti in contrasto: quello alla privacy, attinente alla persona umana, e il diritto di autore, di mero carattere economico – commerciale.
Come indicato dall'Avvocato generale – conclude quindi il Garante privacy – “il legislatore comunitario ha sempre fatto salve le disposizioni in materia di tutela dei dati personali (sia nella direttiva sul commercio elettronico, 2000/31, sia in quella sulla tutela della proprietà intellettuale, 2004/48), e non ha ritenuto opportuno limitare la tutela dei dati personali a favore di una tutela della proprietà intellettuale”.
Il dibattito sulla questione è comunque molto articolato e coinvolge a vari livelli ed in più sedi internazionali legislatori, ISP e aziende.
Le recenti decisioni di diverse autorità tedesche, che hanno respinto le richieste di accesso ai dati IP formulate da varie case discografiche con motivazioni molto simili a quelle utilizzate nelle conclusioni del giudice Kokott, fanno però ben sperare per una conclusione più attenta ai diritti individuali che alle leggi del profitto.

gepeto
03-10-2007, 12:38
Microsoft costretta a rilanciare Windows Xp!!


Microsoft ha deciso di prorogare la disponibilità delle versioni Oem e retail di Windows Xp fino al 30 giugno del 2008. All’alba dei suoi sei anni di vita, dunque, il predecessore di Windows Vista non sparisce dalle scene, anzi, si concede un improvviso sprazzo di giovinezza.
Quando ho comprato il portatile Hp a fine gennaio, Windows Vista era stato appena lanciato. Sono stato quasi obbligato a scegliere la configurazione Vista perché il prezzo del portatile, a parità di caratteristiche era più conveniente.
Tra l’altro, i computer con Windows Xp non erano certo in prima fila in negozio e, al passare dei mesi, sparivano lentamente nelle retrovie, senza neanche essere proposti nei volantini promozionali. Le luci della ribalta erano tutte per il nuovo nato di casa Microsoft come, d’altronde, era prevedibile.
Il diktat unico era di vendere, il più possibile, così Microsoft ha spinto sui produttori di computer affinché rendessero disponibili, subito e in grandi quantità, i nuovi modelli. Dopo quasi un anno il fenomeno è stato ridimensionato, soprattutto se si parla di mercato aziendale.
Probabilmente le vendite, nonostante i numeri e gli esempi forniti da Microsoft, non sono state soddisfacenti. Il sito Cnet, tra l’altro, ha parlato di unità vendute inferiori del 60% rispetto a Windows Xp a un anno dall’uscita, per un 41,5% di fatturato in meno. Vista è stato battuto anche da Office 2007 che, nello stesso periodo, ha realizzato settanta milioni di scatole vendute.
E il motivo è semplice: di fronte a una serie di problemi di compatibilità, di driver, di aggiornamenti, i responsabili dei sistemi informativi si sono guardati bene dall’introdurre in un’azienda un sistema operativo nuovo e, alla fine, ancora da testare.
E anche nell’ambito retail, evidentemente, c’è stato poco entusiasmo. Microsoft si è difesa dicendo che il grosso delle vendite si fa sul mercato Oem, ovvero sui preinstallati sui computer, può essere vero, ma si tratta di dati che non attestano il successo di un prodotto.
Infatti, vendere preventivamente una marea di copie di Vista ai produttori di computer obbligandoli, di fatto, a mettere in commercio un certo sistema operativo, non può essere un indice di successo di un prodotto.
Mettiamoci nei panni di un produttore di Pc: avrebbe mai potuto rifiutarsi di mettere in commercio dei computer con Vista? Quale prezzo avrebbe pagato in termini di vendita e di immagine?
Ma non è solo questa la notizia. La cosa più grave è che, in numerosissimi casi, chi ha comprato un computer nuovo con Windows Vista, dopo aver constatato più problemi che vantaggi, non poteva eseguire il cosiddetto downgrade. Ovvero, non poteva decidere di disinstallare Windows Visa e installare nuovamente Windows Xp. E questo si stava dimostrando un fatto controproducente, visto che il malumore cresceva, anche tra i produttori di computer.
Così, alcuni produttori si sono affrettati a presentare i relativi programmi di downgrade. Ovvero, l’annuncio agli utenti è stato: se volete, potete ritornare a Windows Xp senza invalidare la garanzia, sempre che ci riusciate, eventualmente scaricatevi il pack apposito. La seconda mossa è arrivata da Microsoft con l’annuncio della disponibilità di Windows Xp fino al 30 giugno del 2008. E ora vediamo se con il tempo la fiducia di utenti e, soprattutto, aziende tornerà.

yo7cjf
05-10-2007, 20:31
Radio digitale, IBOC AM: Citadel spegne il digitale notturno

Radio-Info afferma che la decisione, presa dal responsabile dell'engineering centrale, è legata alle proteste ricevute per i disturbi provocati sulle stazioni analogiche adiacenti dalla propagazione a lunga distanza del fruscio digitale.Se l'anticipazione di Radio-Info sarà confermata, la notizia ha del clamoroso. A meno di tre settimane dall'entrata in vigore del regolamento che autoirzza le stazioni in onde medie USA a trasmettere in modalità HD radio anche di notte, il network Citadel Communications (66 stazioni AM, alcune delle quali digitali) ha ordinato la chiusura del segnale IBOC notturno. Radio-Info afferma che la decisione, presa dal responsabile dell'engineering centrale, è legata alle proteste ricevute per i disturbi provocati sulle stazioni analogiche adiacenti dalla propagazione a lunga distanza del fruscio digitale. La rivista specializzata online ipotizza che Citadel avrebbe chiesto a Ibiquity un supplemento di ricerche per capire come ridurre queste interferenze, ma è chiaro che questa, per IBOC in onde medie, è una seria battuta d'arresto. Per come è fatto il segnale ibrido di questo sistema, ridurre le interferenze significa occupare meno banda, cioè togliere qualità alla compressione digitale.
Il vero problema è all'origine: sperare di trasmettere audio digitale di qualità su frequenze soggette a meccanismi propagativi non LOS (line of sight) è una cattiva idea in generale (sul piano delle distanze il DRM è molto deludente se confrontato con la resa di un segnale analogico). E in particolare funziona molto male quando le trasmissioni digitali o ibride devono condividere il poco spazi disponibile con trasmissioni analogiche pure. Più si va avanti con le sperimentazioni e i run commerciali, la bilancia della radio digitale sotto i 20 MHz ha il piatto degli svantaggi sempre più pesante.

Sal

Prima di tutto scusate la mia italiana,per quanto riguarda con la problema con
transmetitori digitali la problema e molto semplice di risolvere,colpa e a gli
operatori di questi transmetitori,chi non uso il standard di largezza di banda di
4.5 Khz al segnale di modulazione,e uso un segnale piu largo,usuale fino a 10 Khz ce produce in uscita del transmetitore un segnale largo fino a 20 Khz
in comparazione con il standard di 9 Khz.
Si puo risolvere in 1 minuto, si uso un filtro passband fino a 4,5 Khz su segnale di modulazzione ,filtro che existe,credo a tuti transmetitori (supongo
che gli transmetitorii sono di tipo Hariss,questi lo hano in Orban)