View Full Version : News 13.08.2007
Champions League: Lazio - Dinamo Bucarest in diretta su Rai Due
Grazie ad un annuncio, durante la puntata di questa sera della 'Domenica Sportiva' siamo venuti a conoscenza che sarà Rai Sport a produrre l'evento dal sapore 'europeo' e che questo sarà irridiato attraverso il canale analogico Rai Due, in diretta e in esclusiva in Italia.
Sarà dunque, il secondo canale della Tv di Stato, che si collegherà Martedì 14 Agosto, qualche minuto dell'inizio della partita fissato per le 20.45, con lo Stadio Olimpico di Roma per far vivere a tutti i telespettatori l'atmosfera della vigilia di questa partita chiave per la stagione dei biancocelesti. Dopo la diretta dell'incontro, poi, è previsto anche uno spazio per le interviste ai protagonisti della partita.
Il ritorno in Romania, tra Lazio e Dinamo Bucarest si disputerà Martedì 28 Agosto, al momento non sappiamo se i diritti di questa partita saranno nuovamente acquisiatii da Rai Sport, oppure se altre emittenti avanzeranno proposte economicamente superiori.
Ricordiamo che in caso di superamento del turno, la Lazio entrerà a far parte delle squadre partecipanti ai gironi principali della Uefa Champions League 2007-2008, che a partire dal prossimo 11 Settembre che si daranno battaglia per succedere al Milan Campione d'Europa pochi mesi fa ad Atene sul Liverpool.
10 anni di ascolti tv: come sono cambiati nelle varie reti
Un decennio. Dal 1998 ad oggi, partendo dalla televisione prima degli schermi al plasma o Lcd, dei digitali terrestri o satellitari, della Legge Maccanico o Gasparri e, sopra a tutto, prima della diffusione di internet e l'arrivo di Sky Italia.
Dieci anni d'innovazione tecnologica e di congelamento della tv duopolista. Primi segni della berlusconizzazione della.Rai (Cda con Letizia Moratti Presidente Rai, con la sua teoria del servizio pubblico "complementare" a Mediaset).
La crisi del cinema diventa cronica, e ci sono i primi cenni d'industrializzazione della fiction italiana (Medico in Famiglia, Un posto al sole, Incantesimo). Un mondo altro.
Eppure, andando ad analizzare gli ascolti di questi dieci anni, ecco la sorpresa: a parte la crisi profonda di Rai 2, che perde un terzo dei suoi spettatori, le altre cinque reti sembrano godere di una salute più che discreta. In valori assoluti dal '98 ad oggi Rai 1 ha perso solo mezzo punto di sitare nelle 24 ore. E più o meno si può dire di Rai 3 (-0,1%) e Italia 1 (-0,1%).
Canale 5 addirittura sta facendo più ascolti rispetto a dieci anni fa, con un +0,3%. Rete 4 invece ha perso nemmeno un punto di share (-0,9%).
Caso a parte invece per la grande malata della tv: Rai 2 ha subito un un calo di oltre 5 punti e mezzo, mica poco. In più, è cresciuta anche la platea televisiva di 660 mila spettatori, a sottolineare che il consumo complessivo della tv non è affatto calato, anzi.
Tutto questo vuol dire che l'8% nelle 24 ore raccolto negli ultimi quattro anni da Sky Italia è un autentico travaso di spettatori da.Rai 2? Troppo facile.
La verità è molto più complessa, e ci si può fare un'idea comparando i target del '98 con quelli attuali. E si vedrà che le reti.Rai hanno perso un incredibile numero di spettatori giovani, prima a vantaggio di Mediaset e poi anche a favore di Sky.
Ma gli ascolti di Viale Mazzini non sono crollati, grazie alla crescita del pubblico anziano che ha compensato in parte le perdite giovanili.
Resta comunque il fatto che in questi 10 anni, il gruppo Rai ha perso oltre 1' 11 % nella lascia che va dai 4 ai 44 anni, mentre Mediaset è addirittura cresciuto di mezzo punto nella proprio target pubblicitario (15-64 anni).
Rai 1, la rete senile
La rete di tutti, della famiglia italiana, nazional-popolare per antonomasia è diventata, in questi 10 anni, il più gran canale tematico d'Italia, e forse, d'Europa: ormai dedito soprattutto al pubblico femminile, anzianotto, del centro-sud, di livello socio-economico medio basso. Le cosiddette nonne di Torre del Greco. Una trasformazione radicale: per esempio, dal '98 ad'oggj, Rai 1 ha perso un bambino su due, passando nella lascia d'età dai 4 ai 7 anni, dal 23,3% di dieci anni la all'attuale 11,5%.
E anche le altre lasce giovanili sono in calo vistoso: -7,3% dagli 8 ai 14 anni, -5,3% dai 25 ai 44 anni. Il tutto però è stato compensato dalla crescita impressionante del pubblico femminile (+1%), anziano (+4,7% dai 65 anni in su) del sud Italia con licenza elementare (+4,8%). Ormai uno spettatore anziano su tre è affezionato alla rete ammiraglia .Rai (31,3% dai 65 anni in su), e una donna su quattro (24,1%).
Rai 2, via uno su tre
E' la rete messa peggio in assoluto. In dieci anni ha perso un terzo degli spettatori, passando dall'essere la terza rete nazionale, con il 16 % di sitare nelle 24 ore, all'attuale 10%.
Il calo è di un tale rilievo che sono tutte le fasce d'età a perdere spettatori, ma è soprattutto nel pubblico anziano (-8,3%) e maturo (-5,3% dai 35 ai 64 anni) la crisi più netta. Anche se anche tra i giovani si sfiora il -5%.
Ed è una crisi distribuita in tutto il territorio: dal nord al sud con all'incirca le stesse percentuali. Sono quindi fallite tutte e due le missioni di rete: il primo era quello di trasformarlo nel canale più giovanile della Rai, e poi il secondo, nell'era leghista, è tutt'ora quello di salvare il nord dalla deriva sudista di Rai 1. Sta di latto che .Rai 2 è ancora più vista al centro che al nord Italia.
Anche Rai 3 invecchia
Anche il terzo canale, in questi dieci anni, ha visto invecchiare il suo pubblico di riferimento: un punto e mezzo in meno sulla fascia pubblicitaria 25-54 anni, ed una crescita di un punto di share tra gli anziani. La rete più intellettuale ha subito, sorprendentemente, un calo di laureati (-1,1%).
Sorpresa: Canale 5 cresce
Ed ecco un'altra sorpresa: in confronto al lontano 1998, Canale 5 aumenta gli spettatori (0,3%). E lo la proprio sul proprio target di riferimento, con una crescita di oltre un punto sui 15-64 anni. In questi dieci anni la rete ammiraglia di Mediaset si è "meridionalizzata":+2,6% al sud, e-1,8% al nord.
Più giovani su Italia 1
Anche Italia 1 ripete la stessa media di share dell'98:11,3 % lu allora, 11,2% è adesso. E, ancora più clamoroso, è aumentato nel pubblico giovanile, vero target del canale: +2,1% dagli 8 ai 14 anni, +3% dai 15 ai 24 anni. Rete 4 più anziana La quarta rete invece ha perso quasi un punto di share, subendo un -6,4% tra i più piccini, e un -3% tra gli 8 ed i 24 enni. E'inve-ce aumentato il pubblico anziano di quasi un punto
Dalla fiction alla realtà: i Ris televisivi costretti in ospedale
Se fosse stata una trovata del regista per dare - più pepe alla serie, la bella eroina in camice del telefilm avrebbe subito risolto il mistero, scovato il colpevole, e salvato tutti come al solito.
Ris - Delitti ImperfettiStavolta, però, la fiction non c'entra. Non c'entrano i copioni. Non c'entrano neppure le scrupolose indagini dei (finti) Ris che tanto piacciono in tv. Stavolta, al Policlinico Umberto I di Roma, tutto era reale: i dottori, i pazienti, i fastìdi, le ustioni, le paure.
Protagonisti, appunto, gli interpreti di Ris-Delitti Imperfetti, il fortunato serial televisivo trasmesso dal 2004 su Canale 5, che lunedì sono finiti all'ospedale (davvero) dopo una misteriosa intossicazione, avvenuta in un finto stanzone per le autopsie, all'Umberto I, durante le riprese di un episodio della quarta serie, in onda da gennaio 2008.
USTIONI Colpa di un detergente o di un disinfettante troppo forte—usato da una ditta arruolata dalla Taodue, la società di produzione di Bis —, che ha «reagito» in un modo un po' troppo strano e fatto letteralmente bollire il set della fiction. Risultato; una trentina di persone intossicate (l'Umberto I ha precisato che nel suo pronto soccorso si sono presentati solo «6/7 componenti dello staff»), molta paura, e qualche ustione di troppo.
Anche per i cervelloni televisivi del Ris. Come l'eroina in camice Gea Lionello, alias Claudia Morandi, il medico legale che ha un debole per gli ultimi pasti dei cadaveri che passano sotto le sue mani: le sue cornee sono state lesionate, e il caldo ha ustionato una buona fetta del suo corpo. Con le bende sugli occhi («Alternate, per non rimanere al buio»), racconta: «Abbiamo lavorato tranquillamente la mattina ma poi, dopo ia pausa per il pranzo, è cominciato tutto. Il set era bollente: pensavamo che si fosse scaldato a causa della luce dei riflettori, ma poi abbiamo cominciato a sentire un fortissimo disagio. Nausea, giramenti di testa, fastidi alla gola e bruciore agli occhi. Mi sembrava di abbrustolire». L'idea per una nuova puntata è già pronta.
Sky Italia: prospettive nuovi abbonati e possibile quotazione
Si torna a parlare di Ipo (Initial Public Offering, offerta pubblica di vendita) per Sky Italia.
Secondo le stime di Lehman Brothers, la società dovrebbe avere nell'ultimo trimestre 2007 altri 105mila abbonati. Secondo la banca d'affari, Sky Italia raggiungerà (a fine 2007) 4,26 milioni di sottoscrittori.
Lehman indica una valutazione (secondo i flussi di cassa attualizzati) di 10-11 volte il Mol (oltre 300 milioni). Il prossimo anno, quando Sky potrebbe essere, quotata, la società potrebbe valere dunque circa 3,5 miliardi incluso il debito.
Il 45% degli italiani ha già un decoder DTT in casa
Siamo un popolo di appassionati alle nuove tecnologie non solo quando si tratta di telefonini, ma anche di tivù. Ci scommette il ministero delle Comunicazioni: che travolti dall'onda tecnologica, ci lasceremo portare rapidamente verso lo «switch off» analogico del 2012, quando si dovrà passare tutti alla tivù digitale.
Così, mentre si prevedono difficoltà per il decreto legge che deve ancora essere approvato al Senato per mandare in soffitta le vecchie tivù e che, entro 90 giorni dall'entrata in vigore, ci obbligherà a integrare nell'apparecchio un sintonizzatore digitale, il 45% delle famiglie italiane ha già un decoder. E se è vero che la tivù digitale ancora non decolla perché l'offerta non è molto appetibile, tanto che sono ancora «solo» poco più di due milioni gli utilizzatori di servizi pay-per-view, a giugno il parco decoder installato era stimato intorno ai 4,9 milioni, a cui si aggiungono più di mezzo milione di televisori con apparecchio integrato.
Secondo i dati raccolti da GfK Marketing, dall'inizio dell'estate 2007 è boom di vendite delle tivù integrate con un ricevitore digitale (per lo più lcd e plasma): probabilmente anche grazie alla detraibilità fiscale dell'acquisto fino a 200 euro contenuta nell'ultima Finanziaria.
L'acquisto di Amstrad da parte di Sky sotto inchiesta
L' acquisto da parte di Sky UK della casa produttrice di decoder Amstrad non e' passata inosservata agli occhi dell' OFT, l' organismo di controllo per la concorrenza che sta tenendo sotto controllo il gigante televisivo anche per una sua partecipazione nel canale ITV.
Come sapete da questa notizia Sky UK ha acquisito il controllo della Amstrad della quale era il maggiore cliente e garantiva alla stessa il 75% del fatturato. L' OFT adesso vuole vederci chiaro per capire se questo acquisto possa portare ad una diminuzione della concorrenza nel settore.
Nonostante lo stop di Calabrò, l'hard in tv continua
Stop alle immagini hard in tv, 24 ore su 24. Era questo l'intento dell'atto d'indirizzo approvato il 22 febbraio scorso dall'Autorità per le Comunicazioni, reso noto lunedì 12 marzo, e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 63 del 16 marzo.
Peccato, però, che quel divieto sia passato del tutto inosservato. Basta sintonizzarsi dopo la mezzanotte su tv locali o canali satellitari (anche rinomati) per accorgersi che il richiamo di Corrado Calabrò non ha sortito nessun effetto. Eppure stiamo parlando di un divieto a 360 gradi per tutti, editori pubblici e privati, nazionali e locali, che trasmettano sull'analogico, sul digitale terrestre e sul satellite.
Un divieto che riguarda tutte le "immagini pornografiche che prevedono la descrizione, l'illustrazione o la rappresentazione visiva e/o verbale di soggetti erotici e di atti o attività attinenti alla sfera sessuale che risultino offensivi del pudore".
Un attacco al porno con la sola eccezione dei programmi ad accesso condizionato, ovvero criptato, e che siano protetti da un sistema di parental control con cui i genitori possono bloccare l'accesso ai minori.
All'AgCom preparano "accertamenti e ingiunzioni" mentre le associazioni di categoria delle tv locali (oltre 600) fanno orecchie da mercante.
Privacy violata in moschea: condannate Sky e Corriere della Sera
Non si può entrare in una moschea con telecamere nascoste e trasmettere immagini degli imam a colloquio: è lesivo della privacy. Per questo il Garante ha condannato Sky a cancellare un servizio andato in onda a febbraio e poi inserito sul sito dell'emittente. In sovrapprezzo, ha condannato il Corriere della Sera a eliminare dagli archivi un articolo di Magdi Allam che dava conto del contenuto del filmato.
Abou Imad (imam di viale Jenner a Milano), Kahchia Brahim (Varese) e Mohamed Ben Mohamed (Centocelle) erano stati avvicinati da due giornalisti di Sky, una somala e un iracheno, che si erano finti marito e moglie, per un consulto religioso sull'uso del velo. E tutti e tre, imam di moschee considerate a rischio di infiltrazioni integraliste, oltre a consigliare l'uso del niqab, il velo integrale «in questa società immorale», si erano lasciati andare a commenti duri verso l'occidente, auspicando la nascita di partiti musulmani che cercassero di imporre la sharia, la legge islamica. II servizio, intitolato "Un velo fra noi", era stato trasmesso la sera del 1° febbraio nella trasmissione "Controcorrente" condotta da Corrado Formigli su SkyTg24, preceduto da un'anticipazione di Magdi Allam sul Corriere. Quindi il filmato era stato messo sul sito www.skylife.it.
I tre imam, furibondi, avevano subito fatto ricorso al Garante per la privacy, che gli ha dato ragione. Sky è stata condannata a pagare 800 euro e a levare il filmato dal sito (cosa già avvenuta), Rcs a pagarne 200 e a cancellare l'articolo dall'archivio. «Ma non è una sentenza che limita il diritto all'informazione — dice l'avvocato dei religiosi, Domenico Tambasco — Semplicemente si sanziona l'uso di immagini prese senza permesso e si ribadisce un principio che spesso ci stiamo dimenticando, che anche le moschee sono luoghi religiosi tutelati dalla legge».
La prima storica serie di Spider Man è su Rai Due
Da 9 Agosto, Rai Due trasmette ogni giorno dal lunedì al venerdì alle 8.10 la prima serie del mitico Uomo Ragno.
Si, avete capito bene, la serie di cartoni trasmessa su Rai Due è proprio la serie d'esordio dell'Uomo Ragno realizzata dalla Grant- Ray-Lawrence. Prodotta negli Stati Uniti a metà degli anni Sessanta, la prima serie di Spider-Man è stata presentata in Italia nel 1977 dalla RAI nella ormai mitica trasmissione "Supergulp - I fumetti in Tv".
La serie originale è stata completamente ristrutturata. L'ambizioso progetto di recupero è stato condotto dalla Buena Vista International Television (BVI-TV), una divisione della Walt Disney Company, che per prima propose sugli schermi televisivi il supereroe di Marvel munito di ragnatela. Nel processo di recupero, la quasi inedita serie di 52 puntate da 30 minuti cad. di Marvel “Classic Spider Man” è stata ristampata in un formato ad alta definizione dall’originale pellicola in 35mm. L’originale colonna sonora in inglese, che comprende la celebre sigla d’apertura, è stata anch'essa anch’essa rinnovata con l’aggiunta di nuove musiche ed effetti sonori.
Anno: 1967
Creatori: Stan Lee, Ralph Bakshi, Steve Ditko
Regia: Ralph Bakshi, Chuck Harriton
Produzione: Marvel Enterprises (Usa)
Produttore esecutivo: Stan Lee
Distribuzione internazionale: Buena Vista Television
Cast: Spider-man/Peter Parker, La zia May, J. Jonah Jameson,
Dr. Octopus, Green Goblin, Scorpion, The Lizard
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