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View Full Version : Echostar: una grande casa al tramonto ?


gepeto
25-06-2006, 09:11
Chi ha conosciuto questo marchio proverà una grande delusione nell’ apprendere che dallo scorso 1° giugno sul sito della casa di ricevitori americana, destinato al mercato europeo, è apparso un messaggio che informa della sospensione degli aggiornamenti dei software via satellite (OTA).
Che le cose non andassero per il verso giusto era intuibile: l’ ultima news risale al gennaio del 2005, un tempo lunghissimo in un campo in cui ogni giorno ci sono sviluppi.
La concorrenza asiatica ha dettato legge: per andare avanti bisognava trovare costantemente soluzioni nuove, blind search, possibilità di sfruttare l’ emulazione, sino ai decoder – ed aumentano – che fanno del Linux il loro cavallo di battaglia.
E l’ Echostar è rimasta al palo.

Tutto ciò ci ha indotto a ripercorrere alcune delle tappe fondamentali di questo prestigioso marchio, riproponendo alcuni dei modelli che ne hanno fatto la storia.
Nel 1985 faceva la sua comparsa l’ SR 4500, il primo ricevitore dotato di posizionatore incorporato in grado di ricevere la banda C e la banda Ku: era il tempo in cui le parabole più piccole misuravano 1.50 m ed i più sfegatati arrivavano a spendere oltre 10 milioni di lire per avere un impianto con una 3 metri.

La ricezione digitale era un concetto che si trovava solo sui libri.

L’ evoluzione continuava con l’ SR 5500, macchina apparsa all’ alba del nuovo decennio e definita “il migliore ricevitore motorizzato al mondo”.
Ci piace però riportare la foto dell’ SR 50 (una vera delizia per gli occhi) recuperata su rewindmuseum.com, il paradiso dei nostalgici.

A metà degli anni ’90 compare l’ LT 8700, già a molti più familiare, con decoder D2MAC e Videocrypt incorporati, i sistemi di codifica più utilizzati in quegli anni. La sigla LT, che non ha avuto seguito nel digitale, benché qualcuno avesse azzardato che poteva essere implementata, stava ad indicare che potevano essere ricevuti i segnali più deboli variando la soglia statica (low threshold).

E’ stato forse questo il periodo in cui, in virtù di una concorrenza che andava avanti a colpi di gomito, si affermavano grandi prodotti di ottima qualità (come i Drake ed il mitico Chaparral Monterey)

Il canto del cigno si ebbe nel 2002 con l’ innovativo DVR 7000, primo ricevitore in assoluto ad avere la possibilità di registrare sull’ Hard disk incorporato.
Fece scalpore ma non ebbe un grande successo, vuoi per il prezzo sostenuto, vuoi perché il consumatore medio non era più particolarmente interessato agli impianti motorizzati nel periodo del boom delle pay tv.

Sembrava la fine. Con un ultimo sforzo agli inizi del 2005 apparve il PVR 5020, anch’ esso con la possibilità di registrare in digitale ma con pretese minori. Montava anche un secondo tuner ed era stata aumentata la capacità dell’ Hard disk.

Altri modelli annunziati non sono mai apparsi sul mercato.
Rimane un piccolo giro fatto di ricevitori destinati a talune aree geografiche, in grado di rimettere in chiaro canali codificati con firmware non ufficiali.
Un triste epilogo per una grande casa.